Una chicca linguistica dalla Capitale. Si sa che i nomi che diamo alle cose sono importanti. Servono a definire la realtà. E’ curioso vedere come le idee e i progetti possano essere chiamati in modo diverso, a seconda di chi governa.
Così, si scopre, che i progetti finalizzati all’inserimento dei ragazzi migranti nelle scuole romane, con l’ausilio, ad esempio, di mediatori culturali, che negli anni passati ricadevano sotto la dicitura ‘Intermundia’, oggi, con la giunta Alemanno si chiamano:
“Scuole dei Fratelli d’Italia-Scuole di Solidarietà”. Arrivano le scuole dei Fratelli d’Italia, con un tocco di tricolore linguistico in più. Il bando, reperibile sul sito del comune di Roma, scadeva il 15 dicembre 2008 e prevede un contributo di massimo 3000 euro a ogni istituto che abbia presentanto un progetto valido e abbia almeno il 5% degli iscritti stranieri.
Continuando a scorrere il sito del Campidoglio, si scopre anche che per maggio 2009 ai giardini di Piazza Vittorio è prevista la prima edizione della manifestazione “Scuola in festa”. Avrà soppiantato la tradizionale “Festa Intermundia”, la festa dell’Intercultura che nel 2008 era arrivata all’unidicesima edizione? Il luogo è lo stesso, piazza Vittorio, il periodo dell’anno anche (maggio) e l’invito alla partecipazione delle scuole pure.
Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra? Cantava uno che aveva senso dell’umorismo…
Autore: Raffaella Cosentino
Ti ho feedato !
ho frequentato intermundia quando ho potuto quando ero a roma
perchè anche io per almeno dieci anni ho vissuto da migrante grazie a quell’impulso del viaggio innato in ciascuno di noi
vivo presso piazza vittorio, in questi giorni ho visto costruire gli stand..ero felice intermundia si prepara… i laboratori di danza, di disegno, di comunicazione e conoscenza delle culture che si intrecciano alla nostra per l’arricchimento reciproco…so cosa vuol dire vivere lontano dalla propria casa, conosco l’emozione del voler proporre le abitudini familiari e consuete, lasciate alle spalle, nel nuovo territorio come il cibo, la musica, la lingua…nell’incontro forzato con la nuova cultura e invece…la romanità ritorna alla carica
questa gente deve sapere che siamo in italia ..che siamo romani questo è il messaggio nostalgico e intollerante alla diversità che trapela dal programma della manifestazione oggi che nn è intermundia, non più!