Archivio per 15 gennaio 2010

Rosarno, lunedì sindacati in piazza a Bologna

15/01/2010

13.05

IMMIGRAZIONE

Presidio contro il razzismo convocato da Cigl, Cisl e Uil. Sabato a Ravenna la manifestazione “Siamo tutti cittadini”, mentre il Coordinamento migranti prepara per il 31 gennaio una “Giornata senza permesso”

BOLOGNA – In piazza per dire no al razzismo e allo sfruttamento. Dopo i fatti di Rosarno si moltiplicano in Emilia Romagna le iniziative di solidarietà ai lavoratori immigrati. Cgil, Cisl e Uil giudicano “inaccettabili” gli episodi di aggressione avvenuti in Calabria e convocano un presidio in piazza Nettuno a Bologna lunedì 18 gennaio. La manifestazione, che inizia alle 18, prevede fra gli altri gli interventi del sindaco Flavio Delbono, del direttore della Caritas Paolo Mengoli e di don Arrigo Chieregatti, oltre alle testimonianze di alcuni lavoratori immigrati. Insieme alle sigle sindacali, al presidio aderiscono anche Arci, Emergency e il Consiglio dei cittadini stranieri della provincia di Bologna. La manifestazione servirà a chiedere alle istituzioni “tolleranza zero” contro tutti i datori di lavoro che utilizzano manodopera irregolare e in particolare un pronto intervento per i lavoratori stranieri della Piana di Gioia Tauro, “costretti a vivere in situazioni indegne e intollerabili”.

Usa toni ancora più duri la Rete civile contro il razzimo e la xenofobia di Ravenna, che non esita a parlare di “pulizia etnica” in relazione a Rosarno. La rete, formata da Cigl, Cisl e Uil insieme ad altre associazioni, manifesta domani 16 gennaio davanti alla Questura di Ravenna con l’iniziativa “Siamo tutti cittadini”, al via dalle ore 10. Si muove anche il Coordinamento migranti di Bologna, che prepara per il prossimo 31 gennaio una “Giornata senza permesso”, tutta incentrata sulla domanda “La crisi non passa, che fine fanno i migranti?”. Se ne parlerà dalle 10 alle 20 inviale Papini 28, in una giornata di festa che prevede anche pranzi con menu etnici e concerti di musica marocchina e senegalese. Informazioni su www.coordinamentomigranti.splinder.com/. (ps)

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Rosarno, spopola su youtube il video dello striscione censurato

14/01/2010

11.00

IMMIGRAZIONE

Fatto sparire nel corteo antirazzista di lunedì perché “è una manifestazione silenziosa”. Il 23 gennaio “No Mafia Day” a Rosarno, il 21 giornata della legalità a Reggio Calabria

Rosarno (Rc) – Sta facendo il giro del web un video su uno striscione contro la mafia dei ragazzi del liceo scientifico di Rosarno censurato durante la manifestazione “antirazzista” di lunedì scorso, organizzata da un comitato di cittadini. “Speriamo di poter dire un giorno: c’era una volta la mafia” erano le parole stampate in azzurro sullo striscione che, testimoniano le immagini su youtube, è stato fatto riavvolgere durante il corteo. Nelle riprese si vedono alcuni uomini di Rosarno apostrofare in malo modo i ragazzi, dicendo che “la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra non c’entrano niente”. Si avvicinano anche esponenti del cosiddetto comitato spontaneo di cittadini, protagonista delle rivendicazioni politiche e dell’occupazione del municipio venerdì scorso, mentre in città e nelle campagne scorazzavano bande armate a “caccia dei negri” con taniche di benzina, fucili da caccia e spranghe. “E’ una manifestazione silenziosa, ci deve essere la stessa linea per tutti”, dicono nel video noti esponenti del comitato che ha base presso l’Hotel Vittoria di Rosarno.

La manifestazione, molto partecipata dai rosarnesi, era stata indetta per mostrare all’Italia che la città non è razzista, come protesta alle accuse rivolte dai media e dai politici dopo le violenze e l’esodo di duemila immigrati africani, braccianti agricoli stagionali, in soli tre giorni. Alla fine del corteo, i ragazzi del liceo scientifico mostrano alle telecamere uno striscione con la scritta di colore rosso: “No al razzismo, si all’integrazione”. Una giovane, la stessa che ha letto un breve documento sempre per rifiutare l’etichetta di razzisti, sostiene davanti ai giornalisti che lo striscione sia quello riavvolto a inizio della manifestazione. Ma le immagini provano che non è così.

Intanto si mobilitano i giovani calabresi contro la ‘ndrangheta, dopo i fatti di Rosarno e la bomba alla procura di Reggio Calabria. Dopo una manifestazione dei no global della rete antirazzista di Cosenza, prima annunciata e poi annullata a Rosarno, è in programma un “No mafia day” per il 23 gennaio proprio nella cittadina della Piana di Gioia Tauro. In questo caso, la protesta, che vuole essere nazionale, ha il suo centro virtuale in un gruppo Facebook dallo stesso nome. Il 21 gennaio, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Reggio Calabria, le Consulte Provinciali degli Studenti hanno indetto la Giornata della Legalità “Insieme per non dimenticare”. (rc)

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NOI DENUNCIAMO

02 CONTROPIANO 13.01.2010 * APERTURA | di Raffaella Cosentino – CROTONE CALABRIA

«Noi denunciamo» Dieci immigrati portati nel «Centro di accoglienza» di Crotone pronti a fare i nomi di sfruttatori e mafiosi. A rischiare ora sono le cosche. Ma altri dieci vengono arrestati, saranno espulsi. Sit-in di solidarietà. Gli abitanti locali: «Qui si rischia un’altra Rosarno»

Vogliono denunciare i datori di lavoro per le condizioni di sfruttamento e per la mancata retribuzione. È la volontà espressa dagli ultimi dieci africani di Rosarno rimasti nel centro di S.Anna di Isola Capo Rizzuto (Kr). A riferire le intenzioni di un gruppo di ragazzi ghanesi è stato Domenico Talarico, consigliere regionale di Sinistra Democratica, che ha guidato all’interno del centro di Crotone una delegazione composta anche da un interprete e dalla portavoce della rete antirazzista di Cosenza, Enza Papa. «Nessuno ha percepito il misero salario di questi mesi quando è scappato da Rosarno – ha detto Talarico – la notizia buona è che nonostante tutto quello che è avvenuto, queste persone non credono che i calabresi siano razzisti. C’è anche una Calabria che vuole cancellare al più presto l’onta che ha fatto il giro del mondo». Le condizioni di salute dei lavoratori africani sono buone, anche se qualcuno ha chiesto accertamenti di tipo medico e tra loro c’è ancora paura per le violenze subìte. «Si è parlato di tolleranza nei confronti dei migranti, la tolleranza c’è stata invece nei confronti di chi li ha sfruttati, ora cerchiamo di dare un minimo segnale di risposta per una Calabria diversa e per la restituzione della legalità». Sono le parole di Enza Papa, che ha sottolineato il valore simbolico della denuncia verso chi riduce esseri umani in schiavitù. «Al contrario degli italiani, gli africani sono pronti ad alzare la testa contro la mafia – ha detto – continuano ad avere questa forza dopo quello che è successo, speriamo il loro coraggio possa essere contagioso». La rete antirazzista darà sostegno legale agli immigrati per portare in tribunale «alcuni mafiosi che hanno sfruttato e schiavizzato queste persone». Ieri pomeriggio cinquanta ragazzi cosentini e alcuni immigrati della rete hanno fatto un sit-in con striscioni e cori “Fuori i migranti, dentro i razzisti”. Hanno bloccato la statale jonica 106, davanti ai cancelli del centro di Isola Capo Rizzuto, fino a quando una delegazione è stata fatta entrare. Poche ore prima, 20 persone di varie nazionalità, Niger, Costa D’Avorio, Burkina Faso, Senegal e Nigeria, arrivate sabato da Rosarno, erano state trasferite in altri Cie: 10 a Bari, 1 a Ponte Galeria a Roma e 9 a Lamezia Terme. Altri 9 che si trovavano a Sant’Anna sono stati arrestati da agenti della squadra mobile di Crotone per inottemperanza all’espulsione e trasferiti nel Cie che si trova all’interno della stessa struttura. Sono un marocchino, quattro ghanesi, tre mauritani e un liberiano. Tre di loro sono finiti in carcere domenica sera, sei nella giornata di lunedì. Il Sant’Anna è il più grande centro d’Europa con una capienza di 1492 posti. È gestito dalle “Misericordie d’Italia”, con gli operatori della sede locale. Al suo interno ci sono sia il Centro di identificazione ed espulsione, con dentro 50 persone al momento e il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara), che ospita in questi giorni 682 persone, in gran parte iracheni, afghani e turchi sbarcati sulle coste. Dei 428 africani arrivati da Rosarno, solo una decina sono rimasti. Gli altri sono andati via subito, percorrendo a piedi la statale 106, nota come la strada della morte per i numerosi incidenti, fino alla stazione di Crotone. Un serpentone umano per 14 km, tanto dista la città. La web Tv Crotonews ha documentato come tra loro ci fossero anche dei feriti. Un ivoriano con la caviglia rotta ha detto: «Mi sono fatto male mentre correvo per fuggire da Rosarno». È stato l’ennesimo esodo su una strada battuta quotidianamente da centinaia di ospiti del Cara. La presenza del centro crea incidenti con gli abitanti del quartiere Sant’Anna. «Per due giorni sulla 106 non vedevi altro che neri», dice Pasquale Pullano, un residente, che racconta di aver subìto furti da parte degli immigrati del Cara. Nel 2009, dopo un’aggressione subita da due residenti sulla strada, la gente ha bloccato la 106 per protesta. «Capisco quello che è successo a Rosarno, qui è stato solo il nostro buonsenso a far sì che non succeda. Per non rischiare un’altra Rosarno lo Stato deve essere presente».


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