Rosarno, la protesta si allarga. A Roma le comunità migranti presentano le loro istanze

19/01/2010
18.11
IMMIGRAZIONE

Sono state ricevute in prefettura e hanno ottenuto di far arrivare a Maroni le loro richieste: permesso di soggiorno per motivi umanitari, interpretazione estensiva dell’art.18 della Bossi-Fini, monitoraggio sui fondi per l’accoglienza

ROMA – Hanno chiesto il permesso di soggiorno per motivi umanitari per tutti i migranti di Rosarno. Una interpretazione estensiva dell’articolo 18 della legge Bossi-Fini sulla base di una direttiva europea che prevede il permesso di soggiorno per lavoro a chi denuncia gli sfruttatori. Un monitoraggio sui meccanismi dei fondi per le politiche di accoglienza. Sono le istanze presentate da una delegazione delle comunità migranti e associazioni antirazziste al vice capo gabinetto della prefettura di Roma, Paolo Vaccaro, che si è impegnato a portarle al titolare del Viminale, Roberto Maroni.
Circa 200 manifestanti hanno dato vita a un sit-in di fronte a Palazzo Valentini, sede della prefettura di Roma. Contemporaneamente, proteste e manifestazioni si sono svolte in molte altre città italiane, all’insegna dello slogan “Troppa intolleranza e nessun diritto, sanatoria per i migranti”.

Le associazioni antirazziste hanno attuato presidi anche a Treviso, Padova, Potenza, Bari, Castelvolturno e Reggio Calabria. “Per dire che quello di Rosarno è un caso nazionale”, sottolinea un comunicato diffuso nelle piazze.
“Abbiamo chiesto una verifica sull’interpretazione estensiva dell’art. 18, ancora inapplicata. E’ chiaro che chi è sfruttato nei campi dalla mafia, chi è ridotto in schiavitù nei cantieri e nelle metropoli, con tante situazioni simili in tutta Italia, dovrebbe poterne usufruire”, ha dichiarato Alessio Magro dell’associazione anti-ndrangheta calabrese “daSud”, membro della delegazione ricevuta in prefettura.

Presenti in piazza anche tante associazioni di lotta per la casa con striscioni del tipo: “Rosarno, chi semina sfruttamento raccoglie tempesta”. I manifestanti hanno esposto anche uno striscione che ricalca quello censurato a Rosarno. “Speriamo di poter dire un giorno: c’era una volta la mafia”, è la frase incriminata durante il corteo di Rosarno di una settimana fa e riproposta oggi dall’associazione “daSud” e dai rappresentanti degli studenti romani. Il sit-in segue altre iniziative e mobilitazioni pro immigrati di Rosarno, come la distribuzione di arance insanguinate al Senato, durante l’audizione del ministro Maroni.

copyright Redattore Sociale
autore: raffaella cosentino

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