Orzala Nemat: “L’Italia e l’Ue devono dare sostegno ai minori afghani soli”

L’attivista dell’Afghan Women Network che coinvolge 80 ong guidate da donne a Kabul interviene a margine della conferenza di Londra. L’altra faccia della guerra: cresce la violenza, aumentano orfani e profughi. Una rete di sfruttamento che coinvolge molti

Londra – “Non ci sono scuse per l’Italia e per gli altri governi europei che hanno firmato i trattati internazionali. Devono rispettare i fondamentali diritti umani e dare sostegno ai minori afghani soli e a coloro che arrivano per chiedere asilo politico”. E’ quanto dichiara a Redattore Sociale Orzala Ashraf Nemat dell’Afghan Women’s Network di Kabul, a margine della Conferenza internazionale di Londra. “Il fatto che le famiglie si assumano il rischio di mandare ragazzini di 14 anni da soli fuori dal paese, passando per i trafficanti di esseri umani, dimostra che la guerra in Afganistan sta peggiorando”, continua l’attivista per i diritti umani. “A spingerli a fuggire non sono solo le violenze dei Talebani – spiega Orzala Nemat – sono anche migranti economici, che a casa loro non vedono futuro” . E’ attraverso le parole delle rappresentanti della società civile afghana che si comprendono le cause geopolitiche di drammi come ‘la buca’ all’air terminal della stazione Ostiense di Roma. A Kabul, Herat, Kandahar comincia il viaggio, a causa di una guerra di cui non si vede la fine.
“Abbiamo più orfani e più profughi perché è aumentata la violenza”, racconta un’altra giovane attivista, Washma Frogh, che dipinge un quadro agghiacciante dei traffici di minori e delle reti di sfruttamento che coinvolgono organizzazioni criminali in tanti paesi dell’area. “Le ragazze vengono portate in Pakistan per la prostituzione e i ragazzi finiscono a lavorare come schiavi in Arabia Saudita nelle fabbriche. Non hanno passaporto, sono fantasmi che non esistono e restano segregati nei luoghi in cui vengono schiavizzati”, dice ancora Frogh.
“Ogni anno la situazione a Kabul e nelle altre aree si va deteriorando, la condizione dei minori è quella di essere doppiamente vittime del conflitto, a causa della mancanza di istruzione, dei rapimenti per la strada, degli abusi sessuali e dei traffici” spiega Selay Ghaffar, 26 anni, lei stessa rifugiata per gran parte della sua vita in Iran e in Pakistan. E’ membro di Hawca, una ong che dal 1999 si occupa di assistenza a donne e bambini. “Sia il governo di Karzai sia la comunità internazionale sono responsabili della tragedia dei profughi – dice ancora Ghaffar – Non c’è democrazia e, dunque, la responsabilità sta nella strategia sbagliata che è stata usata in Afghanistan”. (vedi lanci successivi) (raffaella cosentino)
© Copyright Redattore Sociale

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