Archive for the 'Chi siamo' Category

Le storie più giuste..si parte!

Storie e diritti. Facce e battaglie. Vite spese per affermare la dignità umana o semplicemente esistenze condotte alla ricerca di opportunità troppo spesso negate. Qui, nelle nostre città, nel nostro Sud Italia, in periferia o nella Capitale. Oppure un pò più in là, sulle sponde del Mediterraneo, in Asia, in Africa, ovunque nel mondo dilatato dai confini sempre più incerti, dove ciò che era lontano te lo ritrovi all’improvviso dietro l’angolo. Perchè viviamo tutti in relazione, siamo una cosa sola e le separazioni sono artifici di una mentalità logico-razionale.
Sono queste le storie che vogliamo raccontare, diffondere, seminare nel vasto campo della conoscenza globale. Con la fiducia di potere contribuire a fare nascere solidi alberelli sulla strada della difesa dei diritti umani.

E adesso una storiella che sicuramente piacerà ai giovani.

IL CANCELLO DEL DRAGO
“In Cina c’è una cascata chiamata il Cancello del Drago. Le sue acque precipitano da un’altezza di cento piedi, più rapide di una freccia scagliata da un forte arciere. Si dice che migliaia di carpe si raccolgano nel bacino sottostante sperando di risalire la cascata e che quella che riuscirà nell’impresa si tramuterà in un drago. Tuttavia, non una sola carpa su cento, su mille o anche su diecimila riesce a risalire la cascata, nemmeno dopo dieci o venti anni. Alcune sono trascinate via dalle forti correnti, altre cadono preda di aquile, falchi, nibbi e civette, e altre ancora vengono catturate, pescate o perfino colpite con frecce dai pescatori che si allineano su entrambe le rive della larga cascata. Tale è la difficoltà per una carpa di diventare un drago…”

Questo blog è dedicato a tutte quelle carpe che aspirano a diventare draghi.

Guardando Rightstories dritto negli occhi:

Raffaella Maria Cosentino

Si vede che siamo destinati a rimaner nelle nuvole. Meglio pero’ le nuvole che la melma. (Gaetano Salvemini)

Giornalista professionista. Freelance. Con due passioni: la cronaca e i diritti umani.
Ho scelto il giornalismo perchè per me dovrebbe essere un’alta forma di dialogo e di umanesimo, vale a dire: interesse per le storie, i sogni, i fallimenti, le aspirazioni e l’illimitato potenziale degli esseri umani.
Il primo ‘pezzo di carta’ l’ho preso all’Università La Sapienza: laurea in Scienze della Comunicazione. Il secondo ‘pezzo di carta’ all’Università Luiss Guido Carli: Master in giornalismo. Modulo 5 +2 = 7 anni di studi appassionati.
Esperienze professionali in Rai, in emittenti private come Radio Città Futura, all’Agi (redazione esteri) e con E-polis Roma. Da ‘piccola’ mi sono cimentata con alcuni corsi da freelance alla National Union of Journalists e alla London School of Journalism di Londra.
Da ‘grande’ il primo corso “Maria Grazia Cutuli” per inviati in aree di crisi , con il Corriere della Sera, l’omonima Fondazione e l’università di Tor Vergata, partecipando a una missione come embedded in Libano e Kosovo con le missioni Unifil e Kfor.
A mia volta ho tenuto corsi di giornalismo per i detenuti nel carcere di Regina Coeli e incontri sul tema della legalità in alcune scuole medie e licei calabresi.
Sono socia fondatrice dell’associazione Metasud di Soverato (Cz) per la quale ho curato l’organizzazione della manifestazione “Cento Passi per il Sud liberato dalle mafie” in ricordo di Peppino Impastato e delle vittime delle mafie.
Segno zodiacale: acquario, ma l’unico oroscopo che leggo è quello di Rob Brezny su Internazionale. Nata il 31 gennaio 1980
Sogno nel cuore: creare valore con il mio mestiere.

Elisa Natalucci
Nome in codice: Lizreporter

Elisa Natalucci, 30 anni, Zagarolo ( RM)
laureata in Sociologia e appassionata di fotografia si è lasciata coinvolgere dalla sua amica Raffaella a giocare alla fotoreporter e ci ha preso gusto!
Onorata di far parte di un blog serio e impegnato sui diritti umani spera che questa sensibilità si diffonda il più possibile.

http://www.flickr.com/photos/lizreporter

Antonella Vicini(Vic.), giornalista professionista, attualmente freelance.
Ho scoperto, nei miei diari adolescenziali, che essere giornalista è sempre stato quello che volevo. Un desiderio che avevo cancellato nei miei ricordi e che, però, è riaffiorato e ha preso forma concreta sin dai primi anni dell’Università.
Fare giornalismo ha a che fare con la verità, con la vita, con la sofferenza e per questo ha un valore morale molto alto; un fardello forse troppo grande. Infatti questa è la teoria.
Questo è quello che raccontano ai corsi e nelle scuole, quando si parla di deontologia e di imparzialità.
Quello che impari lavorando, sia in una redazione,sia da battitore libero, è che il tuo pensiero ha un prezzo e che la tua libertà ha un costo.
Nella pratica spesso è necessario un blog per essere sé stessi, o almeno provarci.

La fantasia è la figlia diletta della libertà”


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