Posts Tagged 'iraq'

Londra, il governo ai giudici: non accettate ricorsi in extremis contro i rimpatri forzati in Iraq

10/06/2010

12.48

OLTRECONFINE


The Guardian (Uk). Una lettera dei legali del Ministero del Tesoro all’Alta Corte sollecita i magistrati a rifiutare qualunque tentativo legale di evitare l’espulsione a Baghdad con i voli Frontex. Proteste dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati

ROMA – Il governo britannico ha chiesto ai giudici dell’Alta Corte di non accettare ricorsi dell’ultimo minuto contro l’espulsione e il rimpatrio di profughi iracheni che “interrompano o ritardino” i voli Frontex per Baghdad. Il quotidiano “The Guardian” ha rivelato stralci di una lettera degli avvocati del Ministero del Tesoro indirizzata ai giudici dell’Alta Corte. Le motivazioni addotte dal governo di David Cameron sono “la complessità, la fattibilità e i costi” dei charter organizzati da Frontex, l’agenzia europea delle frontiere. Questi voli speciali per riportare in Iraq i richiedenti asilo rifiutati fanno tappa infatti in diversi paesi europei, come Svezia e Olanda, prima di fare scalo nel Regno Unito. Il 9 giugno è partito il secondo volo di iracheni rimpatriati a Baghdad, con a  bordo 10 persone. Un altro charter è previsto per il 16 giugno con 40 espulsi dalla Gran Bretagna. Il ministro per l’Immigrazione Damian Green ha detto che queste sono le procedure standard usate in altri 16 voli precedenti diretti nel Nord dell’Iraq. Il primo charter per Baghdad  finì in farsa lo scorso ottobre, quando nella capitale irachena fu impedito di sbarcare a 34 delle 44 persone a bordo, in quanto si trattava di Curdi iracheni, rispediti in Gran Bretagna.  I dettagli degli ‘accordi speciali’ che reggono le operazioni di espulsione verso l’Iraq, resi noti per la prima volta dal Guardian, hanno provocato la reazione di molti avvocati esperti di immigrazione, associazioni come la Federazione Internazionale dei rifugiati Iracheni (Ifir) e la rete “Stop the deportation”.  La politica di David Cameron si è attirata anche le critiche dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati che si è schierato contro il rimpatrio forzato in un paese dove la violenza continua. Il premier David Cameron ha difeso le sue scelte in un question time in Parlamento, affermando che “uomini e donne britannici coraggiosi hanno combattuto e sono morti per rendere l’Iraq più sicuro”.
The Guardian, Regno Unito, 9 giugno 2010 – Vai all’articolo

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La favola dell’accoglienza che si può…Il volo

Doveva essere un cortometraggio, una sorta di “esperimento” di nove minuti, invece, come spesso capita con l’arte, i personaggi hanno preso per mano l’autore e l’hanno condotto in un “volo” di ventinove minuti lungo i percorsi tortuosi della propria storia.
L’autore in questo caso si chiama Wim Wenders e i personaggi hanno nomi come Rahmatullah, Mohammed o come Dimitrije, Abeba e Helen. Sono tutti quegli immigrati, rifugiati, profughi arrivati sulla costa ionica al termine di viaggi lunghissimi, duranti in alcuni casi anni, che hanno trovato a Riace, Badolato, Caulonia, una nuova casa. “Il volo” di Wenders racconta proprio questo, la favola dell’accoglienza, dell’integrazione che si può, nonostante a pochi chilometri da lì la cronaca ci abbia raccontato una realtà completamente diversa. Eppure, è dal 1997 che proprio lì curdi, iracheni, iraniani, afghani, africani fuggiti dalla propria patria sono stati integrati nella società civile, grazie alla lungimiranza delle amministrazioni locali, e hanno un lavoro ed un’abitazione laddove, un tempo, erano partite migliaia di persone a causa delle invasioni turche e, negli anni più recenti, i fenomeni migratori verso il nord Italia avevano provocato un forte impoverimento demografico ed economico. Un fatto di cronaca che è divenuto prima un racconto, quasi fiabesco nella fantasia di Eugenio Melloni, e poi un film in cui Salvatore Fiore interpreta l’ultimo bambino del villaggio e Ben Gazzarra e Nicola Zingaretti, rispettivamente il sindaco e il prefetto, gestiscono la folla di disperati appena sbarcati, che agli occhi del piccolo protagonista appaiono soltanto dei potenziali compagni di gioco.

“L’idea”, spiega Claudio Gabriele, produttore insieme alla Technos di Mauro Baldanza, alle Edizioni musicali Borgatti, alla Regione Calabria e alla Lilliwood, responsabili della stereoscopia,
“nasce da una sfida, quella di coniugare i film in 3D con l’autorialità, perché finora nessun autore si era mai cimentato con la stereoscopia. Questo tipo di film era riservato ”.
“Mauro Baldanza mi chiese se volevo partecipare alla riunione di un’associazione europea sulla stereoscopia e io, che conosco Wenders da “Al di là delle nuvole”, ho avuto la sfacciataggine di proporre a lui questo progetto”.
“La scelta del racconto di Melloni è stata casuale”, interviene Baldanza.
“Dopo l’incontro con Wenders – prosegue- lessi questa storia e mi piacque. Non c’è una ragione politica. È un racconto molto semplice che si basa su un ragionamento altrettanto semplice: della gente ha bisogno di case e ci sono delle case che hanno bisogno di gente. È una questione di logica. Basta fare 2+2”.
Al di là delle intenzioni iniziali, vicende simili hanno un potenziale di denuncia innato, tanto che, come sottolinea Gabriele, “all’improvviso è successo qualcosa di magico”.
Che cosa? “Incontrando i bambini, i rifugiati, siamo venuti in contatto con realtà devastanti. Una bella mattina, io e Wim avevamo appuntamento sul set, alle 7, per girare. Stavamo prendendo il caffè quando mi ha detto: ho fatto una rivoluzione. Io ho tremato perché sapevo che non avrei potuto dire di no, ma i soldi erano già finiti. Wim mi ha chiuso dentro il cinemobile, mi ha messo il suo computer sulle ginocchia e mi ha lasciato leggere quello che aveva scritto durante la sua notte insonne; una notte in cui racconta di essersi reso conto che, dopo aver parlato con alcuni bambini, il racconto del film era diventato per lui irrilevante rispetto a quelle esperienze vissute. Sento l’esigenza di cambiare rotta e di rendere centrale la realtà, disse”.
Il volo è diventato, così, una sorta di denuncia?
“Quella è una conseguenza”, prosegue Gabriele, “la cosa importante è l’onesta intellettuale di un uomo che ha capito che doveva raccontare attraverso le parole e le esperienze di queste persone, fuggite dai loro paesi d’origine per persecuzioni religiose, per le guerre, per la povertà. Ed ecco che il film è cambiato. Ed è cambiato in meglio”.
“Il volo”, visto l’argomento ha ricevuto anche il patrocinio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
“Siamo convinti”, sottolinea Baldanza, “che quando vedranno l’opera saranno molto soddisfatti”.
“Siamo ora a qualche ora dalla fine, al taglio del nastro”, ricorda Claudio Gabriele.
Wenders è a Roma, con la sua squadra, ma non parla del lavoro non ancora finito. Fa capolino, saluta, un sorriso e se ne va. Quello che pensa lo mostreranno le sue inquadrature e del resto già lo ha detto, a Berlino, in occasione del ventesimo anniversario del crollo del muro: “la vera utopia
non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in alcun paesi della Calabria”.

di Antonella Vicini per Altri http://www.altri.info/

Foto: gentile concessione della produzione.


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