Posts Tagged 'Turchia'

Erdogan in ebraico agli israeliani: “Non uccidere, lo dice il sesto comandamento”

In un discorso televisivo ai sostenitori del suo partito, il premier turco si è rivolto direttamente allo stato ebraico, ricordandogli che non rispetta uno dei comandamenti della Bibbia. “Gli sto parlando nella loro lingua. Il sesto comandamento dice “Thou shalt not kill” (non devi uccidere, ndr.). Non avete capito?” sono state le parole di Tayyip Erdogan, rilanciate con enfasi dai principali mezzi di informazione israeliani e palestinesi. Il primo ministro turco ha paragonato le azioni israeliane a quelle dei curdi in Turchia e ha definito i militanti di Hamas “combattenti della resistenza che lottano per la loro terra”. La Turchia ha ribadito in questi giorni che le relazioni diplomatiche con l’ex alleato Israele potrebbero essere ridotte al minimo. Comunque “non saranno mai come prima” ha detto anche il presidente turco Abdullah Gul.
Intanto, secondo quanto riferisce un’agenzia palestinese, oggi pomeriggio per le strade di Gaza c’è stata una grossa manifestazione dei sostenitori di Hamas e della Jihad islamica in solidarietà con gli attivisti morti o feriti in quello che è ormai universalmente noto come il “flotilla raid”. An-Nausierat, Al-Briej e Khan Younis I principali luoghi delle manifestazioni. Ismail Radwan, uno dei leader di Hamas, ha spinto per una “intifada delle navi” fino alla fine del blocco su Gaza. Ha chiesto che i paesi arabi espellano gli ambasciatori israeliani e che gli altri paesi portino i capi israeliani davanti alle corti internazionali.

Fallito l’ultimo tentativo di accordo tra la Rachel Corrie e il governo israeliano

Dopo la Turchia, anche l’Irlanda entra nel caso internazionale delle navi di aiuti per Gaza

I passeggeri della Rachel Corrie, la nave irlandese della Freedom Flotilla diretta a Gaza, hanno rifiutato un accordo fatto dal governo irlandese con quello israeliano per fare attraccare la nave nel porto israeliano di Ashdod, anzicchè sulla costa di Gaza. Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz sul suo sito in lingua inglese. A questo punto, il consesso dei sette ministri israeliani ha deciso di bloccare la nave e prenderne il controllo come era stato fatto con le altre navi turche.

Da giorni sono in corso grandi manovre diplomatiche del governo Israeliano che ha coinvolto Dublino nella mediazione con gli organizzatori della spedizione. Nel corso dei negoziati, i passeggeri della Rachel Corrie hanno detto di essere disposti a farsi ispezionare il carico dagli israeliani mentre si trovano ancora in mare aperto per dimostrare di non avere armi a bordo. In cambio chiedevano di essere lasciati arrivare fino a Gaza.
Israele ha rifiutato, affermando che il carico di aiuti umanitari della nave sarebbe stato controllato nel porto di Ashdod e da lì trasferito nella Striscia di Gaza, comprese le 550 tonnellate di cemento che trasporta, sotto la supervisione di due passeggeri e dei diplomatici irlandesi, ai quali sarebbe stato permesso l’ingresso a Gaza attraverso il valico di Erez. Il fallimento del negoziato è stato annunciato in un comunicato dal ministro degli Esteri irlandese, Micheal Martin, secondo cui l’intesa che era stata trovata avrebbe costuito un buon precedente per le prossime spedizioni navali di aiuti. Martin ha detto che le persone a bordo della Rachel Corrie “dopo un’attenta considerazione hanno rifiutato” e che lui “rispetta pienamente il loro diritto di farlo e di continuare la loro azione di protesta cercando di arrivare via mare fino a Gaza”.

Il ministro degli Esteri irlandese ha anche chiesto al governo israeliano di non usare la forza se la nave fosse intercettata, affermando che “le persone a bordo della Rachel Corrie hanno chiarito le loro intenzioni pacifiche e che non opporranno resistenza alle forze israeliane. In base a queste rassicurazioni, non ci può essere giustificazione per l’uso della forza contro nessuna delle persone a bordo della Rachel Corrie”.
Il governo israeliano si è affrettato a dire di non volere uno scontro con la nave e di non voler fare un abordaggio “se la Rachel Corrie si dirige nel porto di Ashdod”. Lo ha fatto con un comunicato del ministro degli Esteri. Nella nota si afferma che Israele è pronta a ricevere il carico, ispezionarlo e consegnarlo a Gaza. Il comunicato è stato diramato dopo un meeting dei sette ministri quando si era capito che le trattative con gli organizzatori del convoglio erano arrivate a un punto morto.
Altre due navi che dovevano seguire la Rachel Corrie cariche di giornalisti non sono riuscite a salpare a causa di seri danni tecnici che secondo il Free Gaza Movement sarebbero dovuti a un sabotaggio di Israele. Il carico della nave è composto da equipaggiamento medico, cemento, giocattoli e carta per stampare. Su Peacereporter, Vittorio Arrigoni da Gaza racconta di essere riuscito a parlare al telefono con le persone a bordo alle 20 ora italiana. “Stanno tutti bene e navigano tranquilli verso Gaza ad una distanza di circa 100 miglia. Li aspetteremo al porto dalle 11 di domani mattina” scrive Arrigoni.

Autore: Raffaella Cosentino

Raid contro la Flottiglia, in Israele giovani e studenti manifestano a favore

Nelle Università cartelli contro Erdogan. Nelle città arabe dello stato ebraico migliaia di persone hanno protestato contro l’azione militare che ha causato un numero imprecisato di vittime fra gli attivisti (almeno 9)

Manifestazioni in Israele pro e contro il raid dei militari che hanno ucciso in acque internazionali almeno 9 attivisti filopalestinesi della Freedom Flotilla diretta a Gaza con aiuti umanitari. La divisione tra le proteste riguarda quella della società israeliana tra ebrei e arabi. Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz che sul suo sito parla di centinaia di studenti che martedì hanno marciato in sostegno dello Stato ebraico e dell’azione delle forze di difesa israeliane (Idf).
Gli studenti si sono ritrovati all’università Ben Gurion di Beer Sheva e una sessantina di giovani all’entrata di Gerusalemme. All’Università Ebraica di Gerusalemme, gli studenti hanno issato cartelli con su scritto “Erdogan è assetato di sangue” e “Mare di Ipocrisia”. Altre persone si sono radunate a Netanya sempre in sostegno dell’esercito israeliano.
Molte proteste contro il raid che ha fermato la Freedom Flotilla hanno invece avuto luogo nelle città arabo-israeliane come Araba, dove si sono radunati un migliaio di manifestanti. Scontri tra le due fazioni si sono verificati nella città di Ashkelon, nei pressi del tribunale. (raffaella cosentino)


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